Glossario

Indice FOI (ISTAT): cos'è e a cosa serve

L'indice FOI è l'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati: nella versione senza tabacchi è quello che si usa per aggiornare il canone di affitto.

Cosa misura

FOI sta per «famiglie di operai e impiegati». È un indice nazionale dei prezzi al consumo che ISTAT calcola ogni mese: confrontando il valore di due mesi si vede di quanto sono cambiati i prezzi in quel periodo. Per le rivalutazioni si usa l'indice generale al netto dei tabacchi, cioè calcolato senza i prezzi dei prodotti del tabacco: se questi aumentano, gli importi aggiornati con l'indice non ne risentono. ISTAT indica questa versione per adeguare periodicamente i valori monetari, per esempio il canone di affitto o l'assegno dovuto al coniuge separato.

Basi e coefficienti di raccordo

L'indice è espresso rispetto a una base, cioè a un anno a cui ISTAT dà valore 100, che viene cambiata periodicamente. Gli indici di basi diverse non si confrontano direttamente: prima si moltiplica l'indice più recente per il coefficiente di raccordo fissato da ISTAT.

BasePeriodoCoefficiente di raccordo con la base precedente
1995 = 100fino a dicembre 2010–
2010 = 100da gennaio 2011 a dicembre 20151,373
2015 = 100da gennaio 2016 a dicembre 20251,071
2025 = 100da gennaio 20261,214

Un esempio: agosto 2025 vale 121,8 in base 2015, agosto 2026 vale 103,7 in base 2025. Con il raccordo l'indice di agosto 2026 diventa 103,7 × 1,214 = 125,8918 e la variazione annua risulta +3,4%. Se il periodo attraversa più cambi di base, si moltiplicano tra loro tutti i coefficienti intermedi.

Dove si trova e quando esce

ISTAT pubblica il dato definitivo di ogni mese verso la metà del mese successivo: l'indice di agosto 2026 (103,7) è uscito il 16/09/2026 e quello di settembre è atteso per il 16/10/2026. Valori mensili e variazioni sono nella pagina ISTAT «Indice dei prezzi per le rivalutazioni monetarie» e sul servizio online Rivaluta. Le variazioni sono pubblicate anche in Gazzetta Ufficiale, come prevede l'art. 81 L. 392/1978.

Come si usa per il canone

L'aggiornamento ISTAT del canone è dovuto solo se il contratto lo prevede: la clausola indica la quota della variazione da applicare (75% o 100%) e il mese di riferimento. Nel canone concordato la quota non può superare il 75% e l'aggiornamento deve essere previsto dall'accordo territoriale; con la cedolare secca è sospeso per tutta la durata dell'opzione. Il nuovo canone si ricava con il calcolatore dell'aggiornamento ISTAT del canone. Quale mese usare è spiegato nella guida su come si calcola l'aggiornamento ISTAT, i limiti in cedolare in quella sull'aggiornamento ISTAT con la cedolare secca.

Fonti

  1. ISTAT – Indice dei prezzi per le rivalutazioni monetarie
  2. ISTAT – Rivaluta: indici e coefficienti di raccordo tra basi
  3. Art. 81 L. 27/07/1978 n. 392 – pubblicazione delle variazioni ISTAT in Gazzetta Ufficiale

Ultima verifica delle fonti: 26/09/2026.

Dal 01/01/2027 le norme citate confluiscono nel nuovo Testo unico delle imposte sui redditi (D.Lgs. 117/2026) e nel Testo unico del registro (D.Lgs. 123/2025): cambiano numerazione, mentre per il 2026 restano valide le disposizioni indicate. La pagina verrà aggiornata con i nuovi riferimenti.