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Tasse sull'affitto: cosa paga il proprietario

Chi affitta una casa paga tre gruppi di imposte: quella sul reddito che incassa (IRPEF ordinaria oppure cedolare secca), l'imposta di registro e il bollo sul contratto, e l'IMU sull'immobile. In questa sezione trovi come funzionano nel 2026, quanto pesano in alcuni esempi tipici e quali scelte hai a disposizione.

Le imposte sul canone: IRPEF o cedolare secca

Il canone che ricevi è un reddito. Se sei una persona fisica e affitti un'abitazione fuori da un'attività d'impresa, puoi scegliere tra due regimi.

  • IRPEF ordinaria. Il reddito è il canone ridotto forfettariamente del 5% o, se più alta, la rendita catastale rivalutata del 5%: si somma agli altri tuoi redditi (stipendio, pensione) e l'IRPEF in più si calcola, di fatto, alla tua aliquota marginale, cioè quella del tuo scaglione più alto: nel 2026 il 23% fino a 28.000 €, il 33% fino a 50.000 € e il 43% oltre. A questa si aggiungono le addizionali regionale e comunale, l'imposta di registro e il bollo.
  • Cedolare secca. Un'imposta con aliquota fissa del 21% sul canone intero, oppure del 10% per il canone concordato nei comuni ad alta tensione abitativa e in alcuni comuni colpiti da calamità. Sostituisce IRPEF, addizionali, registro e bollo sul contratto, ma in cambio rinunci all'aggiornamento ISTAT per tutta la durata della scelta.

La cedolare conviene quasi sempre a chi ha un reddito medio-alto: con un'aliquota marginale del 43% un canone da 9.600 € l'anno costa circa 4.200 € di imposte in regime ordinario contro 2.016 € di cedolare. Il regime ordinario può invece convenire a chi ha detrazioni che superano l'imposta sugli altri redditi. Trovi il ragionamento completo nella guida quando conviene la cedolare secca e puoi fare il confronto sui tuoi numeri con il calcolatore cedolare secca o IRPEF.

Imposta di registro e bollo sul contratto

Il contratto di locazione va registrato all'Agenzia delle Entrate entro 30 giorni. In regime ordinario si paga:

  • l'imposta di registro del 2% del canone annuo, con un minimo di 67 € per la prima registrazione; si può pagare ogni anno oppure una volta sola per tutta la durata, con uno sconto legato al tasso di interesse legale (1,6% nel 2026);
  • l'imposta di bollo di 16 € ogni quattro facciate del contratto, e comunque ogni 100 righe, per ogni copia firmata.

Per legge le spese di registrazione sono divise a metà tra proprietario e inquilino (nel canone concordato il contratto tipo mette il bollo a carico dell'inquilino), anche se verso l'Agenzia rispondono entrambi dell'intero importo. Con la cedolare secca non si pagano né registro né bollo, e il risparmio riguarda anche l'inquilino. Approfondisci con le guide registro annuale o per l'intera durata e chi paga le spese di registrazione, oppure calcola l'importo esatto, anche per proroghe, cessioni e risoluzioni, con il calcolatore dell'imposta di registro.

L'IMU sulla casa affittata

La casa che dai in affitto non è la tua abitazione principale, quindi paga l'IMU. La base si calcola dalla rendita catastale: rendita × 1,05 × 160. Su questa base si applica l'aliquota decisa dal comune: quella di base è lo 0,86%, ma il comune può ridurla, fino ad azzerarla, o aumentarla fino all'1,06% (1,14% nei comuni che applicavano la maggiorazione TASI). L'IMU sulla casa locata si aggiunge alle imposte sul reddito: non le sostituisce.

Se il contratto è a canone concordato, l'IMU calcolata con l'aliquota del comune si riduce al 75%, in qualunque comune. Alcuni comuni prevedono anche un'aliquota più bassa per questi contratti: a Vicenza, per esempio, nel 2026 l'aliquota è l'1,06% per l'affitto libero e lo 0,66% per il concordato se l'inquilino vi ha l'abitazione principale, prima della riduzione al 75% (0,495% effettivo). Tutti i passaggi sono nella guida sulla riduzione IMU per il canone concordato.

Le agevolazioni del canone concordato

Il contratto a canone concordato (3+2) ha un canone entro le fasce fissate dall'accordo territoriale del comune. In cambio offre al proprietario più agevolazioni, che si sommano:

  • cedolare secca al 10% invece del 21% nei comuni ad alta tensione abitativa (capoluoghi di provincia, grandi città e comuni confinanti, comuni dell'elenco CIPE) e nei comuni con stato di emergenza deliberato nei 5 anni prima del 28/05/2014 o con «zona rossa» per il sisma 2016;
  • in regime ordinario, solo nei comuni ad alta tensione abitativa, reddito ridotto di un ulteriore 30% e imposta di registro calcolata sul 70% del canone;
  • IMU ridotta al 75% in tutti i comuni.

Per i contratti firmati senza l'assistenza delle associazioni serve l'attestazione di rispondenza all'accordo. Leggi i requisiti nella guida sulla cedolare secca al 10% e confronta il reddito netto dei due contratti con il calcolatore canone concordato o libero.

Scadenze da ricordare

AdempimentoTermine
Registrazione del contratto e prima imposta di registro30 giorni dalla firma o dalla decorrenza, se anteriore
Registro delle annualità successive (pagamento annuale)30 giorni dall'inizio di ogni annualità
Proroga del contratto30 giorni dalla scadenza del contratto (o della proroga precedente), con il modello RLI
Cessione e risoluzione del contratto30 giorni dall'evento, con il modello RLI
Acconti della cedolare secca40% entro il 30 giugno e 60% entro il 30 novembre (unica rata a novembre sotto 257,52 €; nessun acconto fino a 51,65 €)
IMU16 giugno e 16 dicembre

Per comunicare proroghe, cessioni e risoluzioni si usa il modello RLI, anche quando, con la cedolare secca, non c'è imposta da versare.

Tutte le guide sulle tasse dell'affitto

Modelli di lettera

Per far valere la cedolare secca il proprietario deve prima comunicarla all'inquilino con una raccomandata: il modello si compila online e spiega quando non serve.

Fonti

  1. Art. 3 D.Lgs. 23/2011 – cedolare secca (Normattiva)
  2. Agenzia delle Entrate – Aliquote e calcolo dell'IRPEF
  3. Agenzia delle Entrate – Registrazione di un nuovo contratto: quanto si paga
  4. L. 160/2019, art. 1, commi 739-783 – IMU (Normattiva)
  5. Art. 8 L. 431/1998 – agevolazioni per il canone concordato (Normattiva)

Ultima verifica delle fonti: 26/09/2026.

Dal 01/01/2027 le norme citate confluiscono nel nuovo Testo unico delle imposte sui redditi (D.Lgs. 117/2026) e nel Testo unico del registro (D.Lgs. 123/2025): cambiano numerazione, mentre per il 2026 restano valide le disposizioni indicate. La pagina verrà aggiornata con i nuovi riferimenti.