La rendita catastale è il reddito medio ordinario che il catasto attribuisce a ogni unità immobiliare: il fisco la usa, rivalutata del 5%, come base dell'IMU e come reddito minimo dell'immobile quando è affittato.
Dove si trova
La rendita è indicata nella visura catastale dell'immobile, insieme alla categoria: il gruppo A per le abitazioni (la categoria A/10 riguarda invece gli uffici) e le categorie C/2, C/6 e C/7 per pertinenze come cantine e box. Ogni unità ha la sua rendita: un appartamento con il suo box ne ha due, una per ciascuna unità. Per l'IMU conta la rendita in vigore al 1° gennaio dell'anno.
La rivalutazione del 5%
Ai fini fiscali la rendita non si usa così com'è: si moltiplica per 1,05 (art. 3, comma 48, della L. 662/1996). Una rendita di 700 € diventa 735 €. Tutti gli usi descritti qui sotto partono dalla rendita rivalutata.
A cosa serve per chi affitta
- IMU. La base imponibile è rendita × 1,05 × 160 per le abitazioni (esclusa la categoria A/10) e per le pertinenze C/2, C/6 e C/7. Con 700 € di rendita la base è 117.600 € e, con l'aliquota dell'1,06%, l'IMU è 1.246,56 € l'anno. Per il canone concordato l'imposta è ridotta al 75%. Per un'abitazione affittata l'IMU si paga in aggiunta alle imposte sul canone.
- IRPEF. Nel regime ordinario il reddito dell'immobile affittato è il maggiore tra il canone annuo ridotto del 5% e la rendita rivalutata (art. 37 del TUIR, il testo unico delle imposte sui redditi). Con 700 € di rendita, la rendita prevale solo se il canone annuo non supera 773,68 €: in pratica conta solo con canoni molto bassi.
- Cedolare secca. La base è il 100% del canone annuo, ma non può essere inferiore alla rendita rivalutata del 5%.
Nei calcolatori cedolare secca o IRPEF e canone concordato o libero la rendita va inserita nel campo «Rendita catastale dell'immobile». Per lo sconto IMU del concordato vedi la guida sull'IMU ridotta del 25%.
Domande frequenti
Per l'IMU quale rendita si usa se cambia durante l'anno?
Quella risultante in catasto al 1° gennaio dell'anno d'imposta: la legge sull'IMU fa riferimento alle rendite «vigenti al 1° gennaio dell'anno di imposizione». Una rendita modificata durante l'anno conta quindi, per l'IMU, dall'anno successivo.
Fonti
- D.P.R. 22/12/1986 n. 917 (TUIR), art. 37
- L. 27/12/2019 n. 160, art. 1 commi 745 e seguenti (IMU)
- D.Lgs. 14/03/2011 n. 23, art. 3 (cedolare secca)
Ultima verifica delle fonti: 26/09/2026.
Dal 01/01/2027 le norme citate confluiscono nel nuovo Testo unico delle imposte sui redditi (D.Lgs. 117/2026) e nel Testo unico del registro (D.Lgs. 123/2025): cambiano numerazione, mentre per il 2026 restano valide le disposizioni indicate. La pagina verrà aggiornata con i nuovi riferimenti.