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Detrazione dell'affitto per gli inquilini nel 2026: quanto vale e come chiederla

Se vivi in affitto e il contratto è intestato a te, nel 2026 puoi avere diritto a una detrazione IRPEF, cioè uno sconto sull'imposta dovuta, che per un anno intero va da 150 € a 2.000 €. L'importo dipende dal tipo di contratto, dal reddito e dall'età. Spetta per la casa in cui abiti abitualmente e solo se il tuo reddito complessivo, cioè la somma dei tuoi redditi dell'anno, non supera 30.987,41 €. Di solito si chiede nella dichiarazione dei redditi e, se l'IRPEF non basta ad assorbirla, la parte in eccesso ti viene riconosciuta come credito.

In breve

  • Nel 2026 la detrazione vale 300 € o 150 € con un contratto della L. 431/1998 e 495,80 € o 247,90 € con il canone concordato, secondo il reddito.
  • Spetta per l'abitazione principale con un reddito complessivo fino a 30.987,41 €, calcolato aggiungendo anche i redditi in cedolare secca e quelli del regime forfettario.
  • Tra 20 e 31 anni non compiuti, con un reddito fino a 15.493,71 €, per i primi quattro anni detrai il 20% del canone, da 991,60 € a 2.000 €.
  • Se l'IRPEF non basta, la parte non utilizzata ti viene riconosciuta come credito; gli studenti fuori sede hanno invece una detrazione del 19%, fino a 500,27 €.

Quanto vale la detrazione nel 2026

Gli importi sono fissati dall'art. 16 del TUIR e nel 2026 non cambiano: il testo in vigore è lo stesso dal 2022. Tranne quella per i giovani, sono somme fisse, che non dipendono da quanto paghi di canone.

Contratto o situazioneReddito fino a 15.493,71 €Reddito oltre 15.493,71 € e fino a 30.987,41 €
Canone libero o altro contratto della L. 431/1998300,00 €150,00 €
Canone concordato495,80 €247,90 €
Giovani da 20 a 31 anni non compiuti, primi 4 anni20% del canone, da 991,60 € a 2.000 €non spetta
Lavoratori dipendenti trasferiti per lavoro, primi 3 anni991,60 €495,80 €

Oltre 30.987,41 € di reddito complessivo non spetta nessuna di queste detrazioni. Non si sommano tra loro: se rientri in più casi, scegli la più alta. Gli importi valgono per un anno intero e si riducono in proporzione ai giorni in cui la casa è stata la tua abitazione principale. Per esempio, con un concordato iniziato il 01/07/2026 e un reddito fino a 15.493,71 €, per il 2026 la detrazione è 495,80 € × 184/365 = 249,94 €.

I requisiti

  • Un contratto di locazione intestato a te, stipulato secondo la legge sulle locazioni abitative (L. 431/1998), come il contratto 4+4 a canone libero o quello a canone concordato, che ha il canone entro le fasce dell'accordo territoriale.
  • Il contratto registrato, il primo documento da conservare: come si registra lo spiega la guida sulla registrazione del contratto di affitto online.
  • L'abitazione principale: per la legge è la casa in cui tu o i tuoi familiari dimorate abitualmente (art. 16, comma 1-quinquies, TUIR). Lo attesti con un'autocertificazione.
  • Il reddito complessivo entro le soglie: non è lo stipendio netto, e per queste soglie si aggiungono anche i redditi tassati con la cedolare secca e quelli del regime forfettario delle partite IVA.

Se il contratto concordato è stato firmato senza l'assistenza delle associazioni di proprietari e inquilini ("non assistito"), per la detrazione più alta di regola serve anche l'attestazione di rispondenza all'accordo territoriale: chiedine una copia al proprietario.

Secondo l'Agenzia delle Entrate la detrazione è incompatibile con il contributo del fondo affitti e con altri contributi che ti sollevano dal costo del canone. Se il datore di lavoro ti rimborsa l'affitto con somme esenti (codici 96 e 97 della Certificazione Unica), le detrazioni a importo fisso spettano solo se il canone pagato supera il rimborso.

Canone concordato: detrazione più alta e canone più basso

Esempio tipico: lo stesso bilocale a canone libero o concordato

Un'inquilina cerca casa in un capoluogo di provincia come Vicenza. Lo stesso bilocale le viene offerto a 750 € al mese a canone libero (9.000 € all'anno) o a 650 € al mese a canone concordato (7.800 € all'anno). Ci abiterà tutto il 2026.

VoceCanone liberoCanone concordato
Canone annuo9.000,00 €7.800,00 €
Detrazione con reddito fino a 15.493,71 €300,00 €495,80 €
Costo netto con reddito fino a 15.493,71 €8.700,00 €7.304,20 €
Detrazione con reddito fino a 30.987,41 €150,00 €247,90 €
Costo netto con reddito fino a 30.987,41 €8.850,00 €7.552,10 €

Con un reddito fino a 15.493,71 € il concordato le fa risparmiare 1.200 € di canone e le dà 195,80 € di detrazione in più: 1.395,80 € all'anno. Nella fascia fino a 30.987,41 € la detrazione in più è di 97,90 € e il vantaggio scende a 1.297,90 €. Se avesse tra 20 e 30 anni e un reddito fino a 15.493,71 €, le converrebbe la detrazione per i giovani: il 20% di 7.800 €, cioè 1.560,00 €.

Il concordato può convenire anche al proprietario, grazie alla cedolare secca al 10% e alle altre agevolazioni spiegate nella guida Canone concordato: conviene al proprietario? e nella sezione Tasse sull'affitto. Se è indeciso, il calcolatore Canone concordato o libero gli mostra quale contratto gli rende di più. A te, tra le detrazioni a importo fisso, il concordato dà quella più alta.

Se l'IRPEF non basta: la detrazione diventa un credito

Di regola la parte di una detrazione che supera l'IRPEF si perde. Le detrazioni della tabella fanno eccezione: in caso di incapienza, cioè quando superano l'imposta lorda (l'IRPEF prima delle detrazioni) già ridotta delle detrazioni per familiari a carico e per lavoro o pensione, la parte che non trova spazio ti viene riconosciuta come credito (art. 16, comma 1-sexies, TUIR).

Chi ha un reddito basso e non paga IRPEF grazie alle detrazioni per lavoro ottiene quindi comunque l'importo: nel 730 il credito può tradursi in un rimborso; nel modello Redditi la parte non utilizzata va nella colonna 2 del rigo RN12 e poi nel rigo RN31. Con soli redditi di lavoro dipendente, pensione o assimilati puoi chiedere detrazione e credito anche al datore di lavoro o all'ente pensionistico, che li riconosce con il conguaglio, cioè il ricalcolo delle imposte in busta paga, se gli consegni una dichiarazione con gli estremi di registrazione del contratto e i mesi di utilizzo (DM 11/02/2008).

Come chiederla nel 730 o nel modello Redditi

Nel modello 730/2026, usato quest'anno per i redditi del 2025, i dati vanno nel quadro E, sezione V, e l'importo lo calcola chi presta l'assistenza fiscale (CAF, professionista o datore di lavoro):

  • rigo E71: in colonna 1 il codice 1 per i contratti della L. 431/1998, 2 per il concordato, 4 per i giovani; in colonna 2 i giorni di utilizzo come abitazione principale; in colonna 3 la percentuale (100 se il contratto è solo tuo, 50 se siete in due); in colonna 4, solo con il codice 4, il canone;
  • rigo E72: lavoratori dipendenti trasferiti, con giorni e percentuale.

Nel modello Redditi Persone fisiche 2026 i righi sono RP71 e RP72, e la detrazione va nel rigo RN12. Se nell'anno cambi situazione, per esempio passi dal libero al concordato, si compila un quadro aggiuntivo per ogni codice e i giorni in totale non possono superare 365. Nel 730 precompilato controlla che la sezione V sia compilata e, se manca, aggiungila. Per i redditi del 2026 si useranno i modelli 2027: quando saranno disponibili, verifica che righi e codici non siano cambiati.

Casi particolari

Giovani under 31: il 20% del canone

Se hai tra 20 e 31 anni non compiuti e un reddito complessivo fino a 15.493,71 €, per i primi quattro anni dalla firma del contratto detrai il 20% del canone annuo, con un minimo di 991,60 € e un massimo di 2.000 €: spetta il minimo fino a un canone di 4.958 € all'anno (413,17 € al mese), il massimo da 10.000 € all'anno (833,33 € al mese). L'alloggio, intero o una sua porzione, deve diventare la tua residenza ed essere diverso dall'abitazione principale dei genitori.

I requisiti si controllano ogni anno. Il contratto va firmato prima dei 31 anni e la detrazione spetta fino all'anno in cui li compi, perché basta avere l'età richiesta per una parte dell'anno. Se firmi nel 2026 e compi 31 anni a marzo 2028, la detrazione spetta per il 2026, il 2027 e il 2028, non per il 2029. Se li compi il primo giorno dell'anno, per quell'anno non spetta.

Lavoratori dipendenti trasferiti per lavoro

Se sei un lavoratore dipendente e hai spostato la residenza nel comune in cui lavori, o in uno limitrofo, spettano 991,60 € o 495,80 € secondo il reddito. Il nuovo comune deve distare almeno 100 km dal precedente ed essere in un'altra regione: servono entrambe le condizioni. Va bene qualunque contratto di locazione e la detrazione spetta per i primi tre anni dal trasferimento: con la residenza spostata nel 2026, per il 2026, il 2027 e il 2028. Spetta anche a chi si trasferisce per un nuovo lavoro, non ai titolari di redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente; se smetti di essere dipendente, la perdi dall'anno successivo.

Studenti universitari fuori sede

Chi è iscritto a un corso di laurea in un'università che dista almeno 100 km dal comune di residenza, in un'altra provincia, ha una detrazione diversa, prevista dall'art. 15 del TUIR: il 19% dei canoni pagati, su un massimo di 2.633 € all'anno, cioè fino a 500,27 €. Basta che uno dei collegamenti, stradale o ferroviario, misurato sul percorso più breve, raggiunga i 100 km; l'alloggio deve essere nel comune dell'università o in uno limitrofo. Valgono i contratti della L. 431/1998, anche transitori o per un posto letto, e quelli di ospitalità con enti per il diritto allo studio, università, collegi universitari legalmente riconosciuti, enti senza fine di lucro e cooperative. Sono esclusi la sublocazione e i corsi post laurea come master e dottorati.

Il canone va pagato con bonifico, carta o altro mezzo tracciabile; deposito cauzionale e spese condominiali comprese nel canone non contano. Se l'imposta non basta, la parte in eccesso si perde. Se lo studente è fiscalmente a carico, la detrazione spetta al familiare che paga; se chi la chiede ha un reddito complessivo oltre 120.000 €, si riduce fino ad azzerarsi a 240.000 €.

Le fonti ufficiali non chiariscono se si possa sommare alle detrazioni dell'art. 16: il divieto di cumulo della legge riguarda solo queste ultime tra loro. I requisiti sulla residenza, comunque, sono opposti: per i giovani l'alloggio deve essere la tua residenza, per i fuori sede l'università deve distare almeno 100 km dal comune di residenza.

Contratto cointestato

Con un contratto intestato a più persone la detrazione si divide tra gli intestatari e ciascuno applica le soglie al proprio reddito. In un concordato intestato a due persone, chi ha un reddito fino a 15.493,71 € detrae 247,90 €, metà di 495,80 €; chi è nella fascia successiva 123,95 €, metà di 247,90 €. Chi ha IRPEF sufficiente non può prendere anche la quota dell'altro, che riceve comunque la sua parte come credito (Circolare 34/E/2008). Nella detrazione per i giovani solo chi ha l'età richiesta detrae la propria quota; in quella per i trasferiti si divide tra gli intestatari che sono lavoratori dipendenti e rispettano la distanza.

Domande frequenti

Il tetto alle detrazioni per chi supera 75.000 € di reddito riduce la detrazione per l'affitto?

No. Il limite dell'art. 16-ter del TUIR, in vigore dal 2025, riguarda oneri e spese detraibili di chi ha un reddito complessivo oltre 75.000 €, ma le istruzioni del 730 escludono dal calcolo le detrazioni forfettarie e non elencano i righi E71 ed E72. Del resto le detrazioni dell'art. 16 spettano solo fino a 30.987,41 € di reddito. Rientra nel tetto, invece, la detrazione al 19% per gli studenti fuori sede, per esempio quando la chiede un genitore con un reddito alto.

Devo pagare l'affitto con bonifico per avere la detrazione?

Per le detrazioni dell'art. 16 no: l'obbligo di pagamento tracciabile, in vigore dal 2020, riguarda le detrazioni del 19%, e tra i documenti da conservare l'Agenzia delle Entrate indica il contratto registrato e l'autocertificazione sull'abitazione principale. Per la detrazione degli studenti fuori sede, invece, il pagamento tracciabile è obbligatorio e si dimostra con ricevute di bonifico, estratti conto o ricevute della carta.

Il contratto è intestato solo al mio convivente: posso avere la detrazione?

No. La legge la riconosce ai titolari del contratto: chi abita nella casa senza esserne intestatario non può chiederla, anche se contribuisce a pagare il canone. Per dividerla, il contratto deve essere intestato a entrambi.

Se il proprietario sceglie la cedolare secca, la mia detrazione cambia?

No. La detrazione dipende dal tipo di contratto, dalla tua abitazione principale e dal tuo reddito, non dal regime fiscale del proprietario. Con la cedolare, anzi, non paghi la tua metà dell'imposta di registro e il canone resta fermo, perché il proprietario rinuncia all'aggiornamento ISTAT per tutta la durata dell'opzione.

Fonti

  1. Art. 16 TUIR – Detrazioni per canoni di locazione (Normattiva, testo vigente)
  2. Art. 15 TUIR, comma 1, lettera i-sexies – canoni degli studenti universitari fuori sede (Normattiva; il comma 1 riporta ancora il 22%, la misura in vigore è il 19% dell'art. 49 D.Lgs. 446/1997)
  3. Art. 49 D.Lgs. 15/12/1997 n. 446 – detrazioni per oneri fissate al 19%
  4. Art. 16-ter TUIR – Riordino delle detrazioni per redditi oltre 75.000 € (Normattiva)
  5. DM 11/02/2008 – attribuzione della detrazione eccedente l'imposta (GU n. 52 del 01/03/2008)
  6. Agenzia delle Entrate – Istruzioni modello 730/2026 (agg. 28/05/2026), quadro E, sezione V
  7. Agenzia delle Entrate – Istruzioni Redditi Persone fisiche 2026, fascicolo 1 (agg. 13/05/2026)
  8. Agenzia delle Entrate – Tutte le agevolazioni della dichiarazione 2026: altre detrazioni e deduzioni

Ultima verifica delle fonti: 13/10/2026.

Dal 01/01/2027 le norme citate confluiscono nel nuovo Testo unico delle imposte sui redditi (D.Lgs. 117/2026) e nel Testo unico del registro (D.Lgs. 123/2025): cambiano numerazione, mentre per il 2026 restano valide le disposizioni indicate. La pagina verrà aggiornata con i nuovi riferimenti.