Glossario

Imposta di registro

L'imposta di registro è il tributo che si versa all'Agenzia delle Entrate per registrare un contratto di affitto e, in seguito, per le annualità successive, le proroghe, le cessioni e le risoluzioni del contratto.

Quanto si paga

Per le locazioni di abitazioni l'imposta è il 2% del canone annuo (D.P.R. 131/1986, art. 17 e art. 5 della Tariffa). Con un canone di 9.000 € l'anno si pagano 180 €. Per il canone concordato in un comune ad alta tensione abitativa la base è il 70% del canone: con 7.800 € l'anno l'imposta è di 109,20 €, arrotondati a 109 €.

L'importo si arrotonda sempre all'euro: per difetto sotto i 50 centesimi, per eccesso da 50 centesimi in su. Il minimo è di 67 € per la prima registrazione, la proroga, la cessione e la risoluzione; le annualità successive alla prima possono costare anche meno.

Come e quando si paga

Il contratto va registrato entro 30 giorni dalla firma o dalla decorrenza, se anteriore, con il modello RLI. Per i contratti che durano più di 12 mesi si sceglie se pagare ogni anno o in unica soluzione per l'intera durata, con uno sconto pari alla metà del tasso di interesse legale per ogni anno: lo 0,8% nel 2026. Il confronto è spiegato nella guida su imposta di registro annuale o per l'intera durata.

Con il modello RLI presentato online si paga con addebito sul conto; con il modello F24 Elementi identificativi si usano i codici tributo 1500 (prima registrazione), 1501 (annualità successive), 1502 (cessione), 1503 (risoluzione) e 1504 (proroga). Le annualità successive si pagano entro 30 giorni dall'inizio di ciascun anno di contratto, le proroghe entro 30 giorni dalla scadenza del contratto (o della proroga precedente), cessioni e risoluzioni entro 30 giorni dall'evento. Gli importi di ogni adempimento si ottengono con il calcolatore dell'imposta di registro.

Chi paga e quando non è dovuta

Registrare il contratto è compito del proprietario. Le spese di registrazione si dividono per legge a metà tra proprietario e inquilino (art. 8 L. 392/1978), ma verso l'Agenzia entrambi rispondono dell'intero importo: i dettagli sono nella guida su chi paga le spese di registrazione.

Se tutti i proprietari scelgono la cedolare secca, l'imposta non è dovuta sul contratto, sulle annualità, sulle proroghe e sulle risoluzioni; resta dovuta sulla cessione del contratto. Non c'è obbligo di registrazione per i contratti abitativi che non superano 30 giorni complessivi nell'anno tra le stesse parti.

Chi registra in ritardo paga una sanzione del 120% dell'imposta, con un minimo di 250 €, che scende al 45% (minimo 150 €) se il ritardo non supera 30 giorni; si può rimediare con il ravvedimento operoso. Un contratto non registrato è nullo, ma la registrazione tardiva lo sana con effetto retroattivo.

Domande frequenti

L'imposta di registro si paga anche sul deposito cauzionale?

No, se il deposito lo versa l'inquilino. Se invece lo versa un terzo estraneo al contratto, su quella somma è dovuta l'imposta dello 0,50%.

Fonti

  1. D.P.R. 131/1986, art. 17 – Testo unico dell'imposta di registro (Normattiva)
  2. Agenzia delle Entrate – Registrazione di un nuovo contratto: quanto si paga
  3. Agenzia delle Entrate – Versamento per l'annualità successiva

Ultima verifica delle fonti: 26/09/2026.

Dal 01/01/2027 le norme citate confluiscono nel nuovo Testo unico delle imposte sui redditi (D.Lgs. 117/2026) e nel Testo unico del registro (D.Lgs. 123/2025): cambiano numerazione, mentre per il 2026 restano valide le disposizioni indicate. La pagina verrà aggiornata con i nuovi riferimenti.