In affitto l'inquilino paga gli oneri accessori: i costi dei servizi comuni e della loro gestione ordinaria, come riscaldamento, acqua, luce delle scale, pulizie e ascensore, più il 90% delle spese del portiere. Il proprietario paga i lavori straordinari, la sostituzione degli impianti e le spese che né la legge né il contratto addossano all'inquilino. Verso il condominio risponde il proprietario; l'inquilino gli rimborsa la sua quota entro due mesi dalla richiesta e può controllare i conti.
In breve
- Salvo patto contrario, l'inquilino paga pulizia, ascensore, acqua, energia elettrica, riscaldamento, condizionamento e altri servizi comuni, più il 90% delle spese del portiere (art. 9 L. 392/1978).
- Restano al proprietario le riparazioni non di piccola manutenzione e i lavori straordinari deliberati dal condominio, come il rifacimento del tetto; verso il condominio risponde lui.
- Il conguaglio si paga entro due mesi dalla richiesta, 60 giorni nel concordato; prima di pagare hai diritto al dettaglio delle spese e puoi vedere i documenti.
- A fine contratto il proprietario non può tenersi il deposito cauzionale in attesa del conguaglio: senza accordo deve far valere davanti al giudice gli importi non pagati.
Cosa paga l'inquilino per legge
La regola è l'art. 9 della legge 392/1978 (equo canone), che la legge 431/1998 non ha abrogato (art. 14, comma 4): vale quindi sia per il canone libero, cioè il contratto 4+4, sia per il canone concordato. «Oneri accessori» sono, per la legge, le spese per i servizi della casa che l'inquilino rimborsa. Sono interamente a suo carico, «salvo patto contrario», le spese per:
- il servizio di pulizia;
- il funzionamento e la manutenzione ordinaria dell'ascensore;
- la fornitura di acqua, energia elettrica, riscaldamento e condizionamento dell'aria;
- lo spurgo dei pozzi neri e delle latrine;
- la fornitura degli altri servizi comuni.
Le spese di portineria gli spettano al 90%, salvo una percentuale più bassa concordata. La registrazione del contratto, invece, si divide a metà: vedi chi paga le spese di registrazione.
Cosa resta al proprietario
Il proprietario deve consegnare la casa in buono stato e mantenerla adatta all'uso convenuto (art. 1575 c.c.). Durante l'affitto esegue tutte le riparazioni necessarie, tranne quelle di piccola manutenzione, che spettano all'inquilino (art. 1576). Sono di piccola manutenzione le riparazioni dovute al deterioramento d'uso, non quelle dovute a vetustà, cioè all'invecchiamento, o a caso fortuito; se il contratto non le definisce, valgono gli usi locali (art. 1609).
Restano al proprietario anche i lavori straordinari deliberati dal condominio, come il rifacimento del tetto, perché non rientrano negli oneri accessori. Se serve una riparazione che non tocca a te, avvisa il proprietario; se è urgente puoi farla eseguire e chiedere il rimborso, purché lo avvisi nello stesso momento (art. 1577).
Tabella: chi paga cosa
Per i contratti a canone concordato, transitori e per studenti il DM 16/01/2017 adotta una tabella ufficiale degli oneri accessori (Allegato D). Nel canone libero non è vincolante, ma segue la logica dell'art. 9 e del codice civile; lì nessuna norma mette a carico dell'inquilino le voci che l'art. 9 non nomina, come la manutenzione ordinaria di tetti e grondaie: conta il contratto, con i limiti incerti spiegati più avanti.
| Voce | Inquilino | Proprietario |
|---|---|---|
| Riscaldamento e condizionamento | combustibile, energia e acqua; manutenzione ordinaria e pulizia annuale; lettura dei contatori | installazione, sostituzione, adeguamento a leggi e regolamenti |
| Ascensore | energia elettrica; manutenzione ordinaria e piccole riparazioni; ispezioni e collaudi | installazione; manutenzione straordinaria; adeguamento a nuove norme |
| Portiere | 90% di retribuzione, contributi e indennità; materiale per le pulizie | 10% di retribuzione, contributi e indennità; manutenzione straordinaria della guardiola |
| Pulizia e rifiuti | compenso dell'addetto o della ditta; materiale; disinfestazioni; tassa rifiuti | assunzione dell'addetto o affidamento dell'appalto; acquisto di macchinari e bidoni |
| Tetti, grondaie, scarichi | manutenzione ordinaria, compresa la disotturazione | sostituzione e manutenzione straordinaria |
| Scale, parti comuni, verde | luce e acqua comuni; manutenzione ordinaria di pareti, ringhiere e verde | sostituzione di marmi, corrimano, ringhiere e serrature |
| Citofono, antenna TV, illuminazione, antincendio | manutenzione ordinaria; ricarica degli estintori | installazione e sostituzione; acquisto degli estintori |
| Interno dell'appartamento | piccole riparazioni da uso; tinteggiatura; vetri, chiavi e serrature; manutenzione ordinaria di pavimenti, infissi e impianti | sostituzione integrale di pavimenti e rivestimenti; manutenzione straordinaria di riscaldamento e condizionamento |
Fonti: art. 9 L. 392/1978; DM 16/01/2017, Allegato D; artt. 1576 e 1609 c.c.
Il contratto e, nel concordato, l'accordo territoriale del comune possono contenere regole specifiche. Per le voci che la tabella non considera il DM rinvia alle leggi vigenti e agli usi locali (art. 4).
Canone concordato: le regole del contratto tipo
Il contratto a canone concordato si firma solo con il contratto tipo ministeriale (DM 16/01/2017, art. 1, comma 10), che all'art. 4 richiama la tabella e aggiunge alcune regole:
- il conguaglio va pagato entro 60 giorni dalla richiesta;
- i documenti delle spese si possono vedere anche tramite un sindacato inquilini;
- l'acconto non può superare la quota dell'inquilino risultante dal rendiconto dell'anno precedente;
- il pagamento di canone e oneri accessori non si può sospendere o ritardare per contestazioni, qualunque ne sia il motivo (art. 6).
In caso di lite ciascuna parte può chiedere, prima di andare dal giudice, una commissione di negoziazione paritetica (art. 6 del DM): la richiesta non ha costi e non sospende i pagamenti, ma la procedura va avanti solo se l'altra parte aderisce. Vedi anche se il canone concordato conviene al proprietario.
Canone libero: cosa si può cambiare nel contratto
Nel 4+4 i punti fermi sono tre:
- per le voci dell'art. 9 il «patto contrario» può solo alleggerire l'inquilino, spostando una parte delle spese sul proprietario o riducendo la quota del portiere sotto il 90%;
- l'art. 79 della legge 392/1978, che rendeva nulli i patti con vantaggi per il proprietario contrari alla legge, non vale più per le locazioni abitative (art. 14, comma 4, L. 431/1998);
- è nullo, se in contrasto con la legge 431/1998, il patto che attribuisce al proprietario un canone superiore a quello stabilito nel contratto (art. 13, comma 4).
Non risulta una norma o una sentenza della Cassazione che chiarisca se nel canone libero sia valida una clausola che addossa all'inquilino spese non previste dall'art. 9, come una quota dei lavori straordinari: se il contratto la contiene, discutila prima di firmare.
Acconti, conguaglio e controllo dei conti
Di solito l'inquilino versa acconti periodici e, quando il condominio approva il rendiconto annuale, si fa il conguaglio, che può risultare anche a suo favore. La differenza va pagata entro due mesi dalla richiesta (art. 9, comma 3). Prima di pagare hai diritto all'indicazione specifica delle spese con i criteri di ripartizione, per esempio i millesimi, cioè la quota dell'appartamento nell'edificio, e di vedere i documenti giustificativi, come fatture e ricevute.
Il rendiconto approvato dal condominio attribuisce all'appartamento queste spese:
| Voce | Importo | Inquilino | Proprietario |
|---|---|---|---|
| Riscaldamento centralizzato (combustibile e manutenzione ordinaria) | 850,00 € | 850,00 € | 0,00 € |
| Pulizia delle scale affidata a una ditta | 360,00 € | 360,00 € | 0,00 € |
| Ascensore (energia elettrica e manutenzione ordinaria) | 290,00 € | 290,00 € | 0,00 € |
| Portiere (retribuzione e contributi) | 1.200,00 € | 1.080,00 € | 120,00 € |
| Rifacimento del tetto (manutenzione straordinaria) | 1.500,00 € | 0,00 € | 1.500,00 € |
| Totale | 4.200,00 € | 2.580,00 € | 1.620,00 € |
Durante l'anno l'inquilina ha versato acconti di 200 € al mese, cioè 2.400 €: il conguaglio a suo carico è 2.580 € − 2.400 € = 180,00 €. Al condominio il proprietario deve l'intero importo di 4.200 €.
Se le spese sono comprese nel canone, nella dichiarazione dei redditi il proprietario indica il canone diminuito delle spese di condominio, luce, acqua, gas, portiere, ascensore, riscaldamento e simili (istruzioni del modello 730/2026).
Entro quanto si può chiedere un conguaglio
Fino al 21/12/2008 il diritto del proprietario al rimborso delle spese per i servizi a carico dell'inquilino si prescriveva in due anni (art. 6 L. 841/1973). Quella legge è stata abrogata dal D.L. 112/2008 e oggi manca una regola specifica: il codice civile prevede cinque anni per «ogni altro corrispettivo di locazioni» (art. 2948, n. 3), ma non è chiarito con certezza se il termine valga per gli oneri accessori. Se sei il proprietario, chiedi il conguaglio appena il rendiconto è approvato; se ricevi una richiesta vecchia di anni, puoi contestarla, ma con esito incerto.
Chi paga il condominio
L'inquilino non è un condomino. Il codice civile mette le spese a carico dei condomini, in proporzione al valore della proprietà, salvo diversa convenzione (art. 1123), e consente all'amministratore di ottenere un decreto ingiuntivo, cioè un ordine di pagamento del giudice, contro il condomino che non paga (art. 63 disp. att. c.c.). Il debitore del condominio è quindi il proprietario, anche se per comodità l'inquilino versa le rate all'amministratore.
L'inquilino in assemblea
L'inquilino vota al posto del proprietario nelle delibere condominiali sulle spese e sulla gestione di riscaldamento e condizionamento d'aria; sulle modifiche degli altri servizi comuni può intervenire, ma senza votare (art. 10 L. 392/1978). Negli edifici con un solo proprietario, per riscaldamento e condizionamento gli inquilini si riuniscono in un'assemblea apposita.
Se l'inquilino non paga
Il mancato pagamento degli oneri accessori nel termine previsto è motivo di risoluzione del contratto quando l'importo supera due mensilità del canone (art. 5 L. 392/1978): con un canone di 800 € al mese la soglia è 1.600 €. In caso di sfratto per morosità l'inquilino può sanare il debito alla prima udienza, pagando canoni e oneri scaduti con interessi legali e spese; con comprovate difficoltà il giudice può concedere fino a 90 giorni. La sanatoria è ammessa di regola al massimo tre volte in quattro anni (art. 55 L. 392/1978).
A fine contratto: conguaglio e deposito cauzionale
A fine affitto spesso il rendiconto dell'ultimo anno non è ancora approvato, ma le spese dei mesi in cui hai abitato la casa restano a tuo carico: alla riconsegna conviene fissare per iscritto come fare i conti, per esempio dividendo le voci fisse per mesi e usando le letture dei contatori per i consumi.
Senza accordo, il proprietario non può tenersi il deposito cauzionale in attesa del conguaglio: l'obbligo di restituirlo nasce con la fine del rapporto e la riconsegna (Cass. 4333/2024). Per trattenerlo deve far valere davanti al giudice gli importi non pagati: con una domanda o, se è l'inquilino a fargli causa, chiedendo la compensazione con crediti certi e già scaduti (Cass. 194/2023 e 14976/2024). Altrimenti l'inquilino può chiedere un decreto ingiuntivo.
Un'inquilina ha versato 2.400 € di deposito il 01/10/2018 e riconsegna le chiavi il 30/09/2026. Il proprietario non le ha mai pagato gli interessi al tasso legale, pari in tutto a 309,32 €: deve quindi restituirle 2.709,32 €. Lei però non ha pagato il conguaglio di 180,00 € dell'esempio precedente.
- Con un accordo scritto i due importi si compensano: il proprietario restituisce 2.709,32 € − 180,00 € = 2.529,32 €. Nell'accordo conviene stabilire anche come regolare le spese da gennaio a settembre 2026, quando il rendiconto sarà approvato.
- Senza accordo il proprietario non può trattenere i 180,00 € di sua iniziativa: restituisce 2.709,32 € e chiede il conguaglio a parte; in una causa per il deposito potrà chiederne la compensazione.
Il calcolo anno per anno è nel calcolatore degli interessi sul deposito cauzionale; la guida sulla restituzione del deposito cauzionale spiega il rischio di prescrizione degli interessi più vecchi e per la richiesta c'è la lettera per la restituzione del deposito.
Le altre regole del contratto sono nella sezione Contratto di affitto.
Domande frequenti
L'inquilino deve pagare i lavori straordinari deliberati dal condominio?
Di regola no. Il proprietario esegue tutte le riparazioni necessarie diverse dalla piccola manutenzione (art. 1576 c.c.) e, nel concordato, la tabella del DM 16/01/2017 gli attribuisce installazioni, sostituzioni e manutenzione straordinaria; nel canone libero la validità di una clausola contraria è incerta. Se le riparazioni della casa durano oltre un sesto della durata della locazione (in un contratto di 4 anni, oltre 8 mesi) e comunque oltre 20 giorni, il codice civile riconosce all'inquilino una riduzione del canone (art. 1584).
Chi paga la manutenzione della caldaia autonoma?
Nei contratti a cui si applica la tabella del DM 16/01/2017 (concordato, transitori, studenti) la manutenzione ordinaria dell'impianto di riscaldamento spetta all'inquilino, la sostituzione e la manutenzione straordinaria al proprietario. Il contratto tipo del concordato aggiunge che l'inquilino subentra al proprietario negli obblighi di controllo e manutenzione dell'impianto autonomo (art. 12). Nel canone libero valgono il contratto e l'art. 1576 c.c.
Il compenso dell'amministratore e l'assicurazione del palazzo li paga l'inquilino?
Queste voci non compaiono né nell'art. 9 della legge 392/1978 né nella tabella del DM 16/01/2017: decide il contratto. Nel concordato, per le voci che la tabella non considera, il DM rinvia alle leggi vigenti e agli usi locali (art. 4). Se il contratto tace, nessuna norma le mette espressamente a carico dell'inquilino.
Fonti
- Art. 9 L. 27/07/1978 n. 392 – oneri accessori
- Art. 10 L. 27/07/1978 n. 392 – partecipazione del conduttore all'assemblea dei condomini
- Art. 5 L. 27/07/1978 n. 392 – inadempimento del conduttore
- Art. 55 L. 27/07/1978 n. 392 – termine per il pagamento dei canoni scaduti
- Art. 14 L. 09/12/1998 n. 431 – abrogazioni (art. 79 L. 392/1978 per le locazioni abitative)
- Art. 13 L. 09/12/1998 n. 431 – patti contrari alla legge
- DM 16/01/2017 – contratto tipo del canone concordato e tabella degli oneri accessori (GU n. 62 del 15/03/2017)
- DM 16/01/2017, Allegato D – Tabella oneri accessori (GU n. 62 del 15/03/2017, pp. 110–112)
- Art. 1576 codice civile – mantenimento della cosa in buono stato locativo
- Art. 1609 codice civile – piccole riparazioni a carico dell'inquilino
- Art. 1123 codice civile – ripartizione delle spese condominiali
- Art. 63 disposizioni di attuazione del codice civile – riscossione dei contributi condominiali
- Art. 6 L. 22/12/1973 n. 841 – prescrizione in due anni (testo in vigore fino al 21/12/2008)
- Art. 2948 codice civile – prescrizione di cinque anni
Ultima verifica delle fonti: 13/10/2026.