Guida

Contratto di affitto 4+4: come funziona

Il contratto 4+4 è il contratto di affitto per abitazioni a canone libero, previsto dall'art. 2, comma 1, della L. 431/1998. Proprietario e inquilino fissano il canone senza fasce; il contratto dura almeno 4 anni e alla prima scadenza si rinnova per altri 4, salvo una disdetta motivata del proprietario. Va fatto per iscritto e registrato entro 30 giorni.

In breve

  • Il 4+4 dura almeno 4 anni e alla prima scadenza si rinnova per altri 4: il proprietario può evitarlo solo per i motivi dell'art. 3 della L. 431/1998, con 6 mesi di preavviso.
  • Alla seconda scadenza ciascuna parte può proporre nuove condizioni o rinunciare al rinnovo con raccomandata almeno 6 mesi prima; senza comunicazioni il contratto si rinnova.
  • L'inquilino può recedere per gravi motivi con 6 mesi di preavviso; il proprietario non ha un diritto di recesso, salvo accordo o inadempimento dell'inquilino.
  • Il canone è libero ma vale solo quello registrato; il deposito non supera tre mensilità; le tasse si pagano in regime ordinario o con la cedolare secca al 21%.

Quando si usa

Il 4+4 è il contratto di base per affittare una casa a chi ci abita stabilmente, senza le regole del canone concordato. La forma scritta è obbligatoria (art. 1, comma 4, L. 431/1998): un accordo solo verbale non è un contratto valido.

Le regole su durata, rinnovo e disdetta non valgono per tutti gli immobili. Sono esclusi:

  • gli alloggi di edilizia residenziale pubblica, che seguono le norme statali e regionali;
  • le case affittate solo per finalità turistiche;
  • le abitazioni nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 e gli immobili vincolati come beni culturali, se non sono affittati a canone concordato: per loro valgono solo le regole del codice civile.

Se ti serve un contratto più breve, il 4+4 non è la strada giusta: un patto che riduce la durata minima è nullo (art. 13, comma 3). Per esigenze temporanee esistono il contratto transitorio, fino a 18 mesi, e quello per studenti universitari, spiegati nella guida sul canone concordato.

Durata e rinnovo: le due scadenze

La prima scadenza: rinnovo per altri 4 anni

Dopo i primi 4 anni il contratto si rinnova per legge per altri 4. Il proprietario può evitarlo solo con una disdetta comunicata all'inquilino almeno 6 mesi prima della scadenza, che indichi, a pena di nullità, uno dei motivi elencati dall'art. 3 della L. 431/1998:

  • usare l'immobile come abitazione o per un'attività commerciale, artigianale o professionale propria, del coniuge, dei genitori, dei figli o dei parenti entro il secondo grado;
  • destinarlo alle proprie finalità pubbliche, sociali, culturali o di culto, se il proprietario è una società o un ente e offre all'inquilino un altro alloggio idoneo;
  • l'inquilino ha già a disposizione un alloggio libero e idoneo nello stesso comune;
  • l'edificio è gravemente danneggiato, va ricostruito o messo in sicurezza e la presenza dell'inquilino ostacola i lavori;
  • è prevista la ristrutturazione integrale, la demolizione o una sopraelevazione che richiede di liberare l'alloggio;
  • l'inquilino non abita stabilmente la casa senza un giustificato motivo;
  • il proprietario vuole vendere e non possiede altre abitazioni oltre a quella in cui vive: in questo caso l'inquilino ha il diritto di prelazione, cioè di comprare alle stesse condizioni offerte da altri.

La disdetta illegittima costa cara. Se il proprietario riottiene la casa con un motivo non vero, deve all'inquilino un risarcimento di almeno 36 mensilità dell'ultimo canone; se entro 12 mesi non usa l'immobile come aveva dichiarato, l'inquilino può scegliere tra il ripristino del contratto alle stesse condizioni e lo stesso risarcimento.

La seconda scadenza: nuove condizioni o fine del contratto

Dopo 8 anni ciascuna parte può proporre il rinnovo a nuove condizioni, per esempio un canone diverso, oppure rinunciare al rinnovo, senza bisogno di motivi. Deve scriverlo all'altra parte con raccomandata inviata almeno 6 mesi prima della scadenza; chi la riceve ha 60 giorni per rispondere, sempre con raccomandata. Se non risponde o non si trova un accordo, il contratto finisce alla scadenza. Se invece nessuno scrive, si rinnova tacitamente alle stesse condizioni.

MomentoDataCosa succede
Inizio del contratto01/11/2026Registrazione entro 30 giorni
Prima scadenza31/10/2030Rinnovo per 4 anni, salvo disdetta motivata ricevuta entro fine aprile 2030
Seconda scadenza31/10/2034Nuove condizioni o fine del contratto, con raccomandata entro fine aprile 2034; senza comunicazioni, rinnovo alle stesse condizioni

Ogni rinnovo va comunicato all'Agenzia delle Entrate entro 30 giorni con il modello RLI; senza cedolare secca si paga l'imposta di registro sul nuovo periodo, con un minimo di 67 €. Costi e scadenze sono nella guida sulla proroga del contratto.

Uscire prima della scadenza

L'inquilino può recedere in qualsiasi momento se ci sono gravi motivi, con un preavviso di 6 mesi (art. 3, comma 6). Il contratto può anche prevedere il recesso libero, senza motivi, con raccomandata inviata almeno 6 mesi prima. Per la comunicazione puoi partire dal modello di lettera di recesso.

Il proprietario non ha un diritto di recesso: durante i 4 anni può chiudere il contratto solo d'accordo con l'inquilino o se l'inquilino non rispetta il contratto. Il caso tipico è il mancato pagamento del canone: un ritardo di oltre 20 giorni è motivo di risoluzione (art. 5 L. 392/1978).

Le parti possono sempre chiudere il contratto di comune accordo. In ogni caso la chiusura anticipata va comunicata entro 30 giorni con il modello RLI e, senza cedolare, costa 67 € di imposta di registro. Rimborsi e adempimenti sono nella guida sulla risoluzione anticipata.

Canone, aggiornamento ISTAT e deposito

Nel 4+4 il canone è libero, ma vale solo quello del contratto scritto e registrato: ogni accordo per pagare di più è nullo, e l'inquilino può chiedere indietro le somme versate in più entro 6 mesi dalla riconsegna dell'immobile (art. 13, commi 1 e 2).

L'aggiornamento ISTAT non è automatico e nessuna legge ne fissa la misura: si applica solo se il contratto lo prevede, nella misura e con il mese indicati dalla clausola. Si usa l'indice FOI: con l'ultimo dato, di settembre 2026, la variazione su dodici mesi è +4,0%. Il metodo è spiegato nella guida su quale mese usare per l'aggiornamento, e il conto lo fa il calcolatore dell'aggiornamento ISTAT.

Il deposito cauzionale non può superare tre mensilità e produce interessi legali, da pagare all'inquilino alla fine di ogni anno (art. 11 L. 392/1978). Nel 2026 il tasso legale è dell'1,6%: su un deposito di 1.600 € sono 25,60 € per un anno intero. Tempi e trattenute sono nella guida sulla restituzione del deposito; chi paga le spese di casa è spiegato in quella sulle spese condominiali.

Registrazione e tasse

Il contratto va registrato entro 30 giorni dalla firma, o dalla decorrenza se è anteriore. L'obbligo è del proprietario, che nei 60 giorni successivi deve darne prova all'inquilino e all'amministratore di condominio (art. 13, comma 1). Un contratto non registrato è nullo, ma la registrazione tardiva lo sana, con le sanzioni. La procedura è nella guida per registrare il contratto online.

Per le imposte sul canone il proprietario persona fisica sceglie tra due regimi:

  • Regime ordinario: IRPEF e addizionali sul canone ridotto del 5%, o sulla rendita catastale rivalutata se è più alta, più l'imposta di registro del 2% del canone annuo, da pagare ogni anno o per l'intera durata con uno sconto, e l'imposta di bollo sul contratto. Le spese di registrazione si dividono a metà tra proprietario e inquilino.
  • Cedolare secca al 21% sull'intero canone: sostituisce IRPEF, addizionali, registro e bollo, ma per tutta la durata dell'opzione il proprietario rinuncia a ogni aggiornamento del canone, ISTAT compreso.

Il 4+4 non dà diritto alle agevolazioni del canone concordato: niente cedolare al 10%, niente riduzione del 30% del reddito, niente IMU ridotta. Per confrontare i due regimi c'è il calcolatore cedolare secca o IRPEF.

Un esempio con i numeri

Esempio tipico: un 4+4 da 800 € al mese

Un proprietario affitta un bilocale dal 01/11/2026 a 800 € al mese, cioè 9.600 € l'anno, con un contratto di 6 facciate firmato in 2 copie e un deposito di due mensilità, 1.600 €.

  • In regime ordinario: imposta di registro di 192 € l'anno, 96 € a testa, oppure 743 € in un'unica soluzione per i 4 anni invece di 768 €, grazie allo sconto legato al tasso legale del 2026. Il bollo è di 64 €: 16 € per ogni gruppo di 4 facciate, per ciascuna copia.
  • Con la cedolare secca: 2.016 € di imposta l'anno al posto di IRPEF e addizionali, senza registro né bollo e senza aggiornamenti del canone.
  • Le scadenze: prima scadenza il 31/10/2030, con la disdetta motivata da ricevere entro fine aprile 2030; seconda scadenza il 31/10/2034.
  • Il deposito: nel 2026 il tasso legale dell'1,6% vale 25,60 € di interessi per un anno intero; il tasso cambia ogni anno.

Quale regime convenga dipende dall'aliquota IRPEF del proprietario: con altri redditi per 60.000 €, la cedolare fa risparmiare 2.186,74 € l'anno, come mostra la guida su quando conviene la cedolare secca.

4+4 o canone concordato?

Con il canone concordato, o contratto 3+2, il canone deve stare nelle fasce dell'accordo territoriale del comune, di solito sotto i prezzi di mercato, e la durata minima è di 3 anni più 2. In cambio il proprietario ha l'IMU ridotta del 25% e, nei comuni ad alta tensione abitativa e in altri indicati dalla legge, la cedolare al 10%; l'inquilino ha una detrazione più alta. Come funziona è spiegato nella guida sul canone concordato; per sapere quale rende di più con i tuoi numeri usa il calcolatore canone concordato o libero. Tutti gli adempimenti del contratto sono raccolti nella sezione contratto di affitto.

Domande frequenti

Il proprietario può chiedermi di lasciare la casa prima dei 4 anni?

No, se rispetti il contratto. Il proprietario non può recedere: può chiudere il contratto prima della scadenza solo d'accordo con te o per un tuo inadempimento, come il mancato pagamento del canone oltre 20 giorni. Anche alla prima scadenza può negare il rinnovo solo per uno dei motivi dell'art. 3 della L. 431/1998, comunicato almeno 6 mesi prima.

Si può pagare un canone diverso da quello scritto nel contratto?

No. Ogni accordo per pagare più del canone del contratto scritto e registrato è nullo, e l'inquilino può chiedere la restituzione delle somme in più entro 6 mesi dalla riconsegna dell'immobile (art. 13 L. 431/1998). Anche il contratto non registrato è nullo: la registrazione tardiva lo sana, ma con le sanzioni.

Si può fare un 4+4 più breve, per esempio di 2 anni?

No: i patti che riducono la durata minima di legge sono nulli (art. 13, comma 3, L. 431/1998). Per un'esigenza temporanea esiste il contratto transitorio, fino a 18 mesi, con un motivo previsto dall'accordo territoriale del comune e documentato; per gli studenti universitari fuori sede c'è il contratto per studenti, da 6 mesi a 3 anni.

Un 4+4 si può trasformare in canone concordato?

Sì, se proprietario e inquilino sono d'accordo: chiudono il 4+4 con una risoluzione consensuale e firmano un nuovo contratto a canone concordato, sul contratto tipo e con il canone dentro le fasce dell'accordo territoriale. La risoluzione va comunicata con il modello RLI, con 67 € di imposta in regime ordinario, e il nuovo contratto va registrato.

Fonti

  1. Legge 431/1998, art. 1 – Ambito di applicazione e forma scritta (Normattiva)
  2. Legge 431/1998, art. 2 – Durata e rinnovo dei contratti (Normattiva)
  3. Legge 431/1998, art. 3 – Disdetta del locatore e recesso del conduttore (Normattiva)
  4. Legge 431/1998, art. 13 – Patti contrari alla legge (Normattiva)
  5. Legge 392/1978, art. 11 – Deposito cauzionale (Normattiva)
  6. Agenzia delle Entrate – Registrazione: quanto si paga
  7. Agenzia delle Entrate – Cedolare secca: scheda informativa

Ultima verifica delle fonti: 20/10/2026.

Dal 01/01/2027 le norme citate confluiscono nel nuovo Testo unico delle imposte sui redditi (D.Lgs. 117/2026) e nel Testo unico del registro (D.Lgs. 123/2025): cambiano numerazione, mentre per il 2026 restano valide le disposizioni indicate. La pagina verrà aggiornata con i nuovi riferimenti.